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10.02.2010
Shanghai dal primo maggio al 31 ottobre diventa la capitale mondiale delle produzioni di eccellenza, nel 2015 toccherà a Milano

Expo 2010: l’Enoteca Italiana sceglierà il top del vino “made in italy”

Le etichette italiane, nei ristoranti, negli eventi e nei brindisi dei visitatori in arrivo in Cina da tutto il mondo: ne sono attesi oltre 70 milioni. L’accordo è stato siglato oggi a Siena da Beniamino Quintieri, Commissario Generale del Governo per l’Expo 2010 e Claudio Galletti presidente dell’Ente Vini

Un palcoscenico fuori dal comune per presentare al mondo intero il meglio della produzione enologica “made in Italy”: all’Expo di Shanghai 2010 (1 maggio - 31 ottobre), l’evento mondiale che dà visibilità alla tradizione, alla creatività e all’innovazione nel settore dell’alimentazione, le etichette top dell’Italia del vino saranno protagoniste dei brindisi dei visitatori in arrivo da tutto il mondo (ne sono attesi oltre 70 milioni). L’accordo ufficiale tra il professor Beniamino Quintieri, Commissario Generale del Governo per l’Expo di Shanghai 2010, e Claudio Galletti, Presidente dell’Enoteca Italiana, è stato siglato oggi a Siena, con la definizione anche di un programma importante di eventi e iniziative di promozione. Nel padiglione italiano, a Shangai, sarà presente anche l’eccellenza del sistema produttivo del nostro Paese, declinata secondo il tema “Better city, better life”, concept dell’Expo 2010: dalla moda all’arredamento, dalle auto all’agroalimentare.

“Il vino rappresenta uno dei nostri fiori all’occhiello - spiega Fabio Carlesi, Segretario Generale dell’Enoteca Italiana - e l’obiettivo di Enoteca Italiana è portare a Shanghai il meglio della produzione dei nostri territori, dalla Val d’Aosta a Pantelleria. Stiamo selezionando, in questa fase per il padiglione italiano a Shangai, le nostre bottiglie più rappresentative, mentre altre ancora entreranno a far parte delle numerose degustazioni dell’Expo 2010”. “Per l’Italia - continua Carlesi - è un’occasione unica per presentare al mondo le sue etichette, ben sapendo che avremo tutti i riflettori puntati addosso in vista del prossimo Expo, a Milano nel 2015”.

Il numero dei consumatori di vino cinesi supera i 10 milioni e questa cifra tenderà ad aumentare. I prezzi si aggirano tra 2/3 euro per il vino cinese in bottiglia e 8/18 euro per i vini d’importazione. Questi ultimi hanno conquistato l’80% del mercato del vino a Shangai, città da sempre sensibile all’influenza di gusti e mode occidentali. Il consumatore tipo preferisce vini giovani, invitanti e di prezzo medio. Secondo i dati Ice, dal 2003 al 2008, le esportazioni italiane sono passate da 400.000 a 26 milioni di dollari. La scommessa per i produttori italiani è quella di inserirsi in un mercato in cui da anni è la Francia a farla da padrone, anche grazie alla forte presenza delle catene di distribuzione francesi come Carrefour (250 punti vendita) e Auchan.



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