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11.05.2009
L’iniziativa coinvolgerà, in contemporanea, mille appassionati di tutta la Toscana (ore 20)

Gioco del Piacere: eno-sfide “bendate” a cena il 14 maggio con Enoteca Italiana e Slow Food

Degustazione “cieca” di 5 vini da vitigni autoctoni, con lieviti indigeni, alla Fortezza Medicea

C’è grande attesa per la seconda edizione del Gioco del Piacere Toscano, organizzato da Slow Food Toscana e Enoteca Italiana giovedì 14 maggio 2009 (ore 20) nei locali della Fortezza Medicea. Quest’anno sono i vini da vitigni autoctoni, con lieviti indigeni, i protagonisti dell’iniziativa. Cinque i vini in degustazione “cieca”, di prestigiose aziende (un rosato, un bianco e tre rossi), alla quale parteciperanno, in contemporanea, circa mille appassionati nelle 21 Condotte Toscane di Slow Food che hanno aderito alla manifestazione.
I partecipanti alla cena, in abbinamento, stileranno una classifica di merito dei 5 vini assaggiati (su una scheda): il Ristorante Millevini di Enoteca Italiana diventerà una sorta di centrale operativa per il conteggio dei voti assegnati che affluiranno da tutte le sezioni Slow Food della Toscana; al termine della serata verrà proclamato il vino “indigeno” più apprezzato.
L’appuntamento offrirà l’opportunità di conoscere vini veramente originali, ovviamente ottenuti da vitigni autoctoni, ma anche da fermentazione alcolica del mosto con lieviti indigeni. Questi lieviti sono naturalmente presenti sulla buccia dell’uva e fanno fermentare il mosto.
L’uso di lieviti indigeni, secondo Slow Food, garantisce, al contrario di quanto accade con i lieviti selezionati industrialmente, un’ampia diversità aromatica.
Infatti i lieviti indigeni sono diversi in funzione dell’andamento stagionale, clima flora e fauna del luogo, ma anche e soprattutto in conseguenza degli interventi umani nel vigneto. I vini da fermentazioni con lieviti indigeni sono più difficili da fare: l’uva deve essere sana, il territorio vocato e soprattutto il vignaiolo deve essere attento, capace ed esperto. La gestione del vigneto deve essere pulita , limitando i trattamenti chimici.
L’igiene della cantina ed i metodi di vinificazione hanno grande importanza, il vignaiolo deve essere rigoroso. Il risultato è però molto interessante perché si ottengono vini fortemente connotati dalla territorialità, ottenuti da vitigni autoctoni nati o evoluti in particolari zone, che sono fermentati da lieviti nati od evoluti nelle stesse zone.
Il menu della cena, prevede, sformatino di pecorino in salsa rustica; risotto ai fiori di zucca, casarecce con ragù toscano; filetto di maialino lardellato con verdure al forno; torta cioccolato e pere.



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