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22.02.2009
Enoteca Italiana apre le porte all’arte. Dell’autore anche un libro: “Cucinar cantando

I paesaggi “interiori” di Staccioli in Fortezza: il 27 febbraio l’inaugurazione della mostra

Gli oli su tela dell’artista valdesano esposti al Bastione San Francesco fino al 7 marzo

“La mia pittura ritrae scenari paesistici silenti e fugaci, con una libertà interpretativa che evoca la provvisorietà, il non volutamente finito, un latente che rimanda, tuttavia, con inconfutabile esattezza alle atmosfere ed ai cromatismi del territorio circostante”.
Bruno Staccioli, 52 anni, di Colle Val d’Elsa, pittore autodidatta, descrive così i suoi quadri, esposti da venerdì 27 febbraio alla Fortezza Medicea, sotto il titolo “Dipinti e ricette”: oli su tela che ritraggono paesaggi densi e materici, privi di figure umane, senza neppure segni della presenza umana: niente abitazioni, né attrezzi; non ci sono neanche gli animali.
Esiste la natura nella sua essenza emotiva, soltanto. Ad esempio, il vento che piega i cipressi, intuibile negli impercettibili segni, possibili mutamenti dell’animo, oppure come i solchi nella terra, e nell’atmosfera contorta, quasi incisi da “graffi” silenziosi e dolenti della mano d’artista. “Non è una visione realistica - spiega Bruno Staccioli - la mia è un’interpretazione del paesaggio toscano, una visione interiore piuttosto che la riproduzione fotografica della realtà”.
L’esposizione, allestita fino al 7 marzo, comprende numerosi “frame” di paesaggio, rappresentati in ore e con luci diverse: forme e colori a fare da collante, nella ricerca di un’omogeneità che sostenga l’immagine complessiva.
In occasione di “Dipinti e ricette”, la cui inaugurazione è prevista venerdì 27 febbraio 2009 (ore 13), Staccioli ha realizzato un libro di ricette dal titolo “Cucinar cantando”; la gastronomia, infatti, è l’altra grande passione dell’artista valdelsano, affascinato dalla possibilità di manipolare la materia “prima” in cucina così come quella scultorea o pittorica.
“Se non riesci a comprendere cosa ti dice il cibo - spiega Staccioli - la qualità muta a seconda di come ti ci poni di fronte. Devi ascoltare le ‘vibrazioni’, come si diceva un tempo, e capire, ad esempio, come un carciofo vuole essere cucinato…”.
Staccioli, che negli Anni ’70 ha gestito tra l’altro una trattoria, ottenendo segnalazioni su guide gastronomiche di fama, articoli su riviste italiane e straniere, ha tenuto mostre collettive e personali, ed ha ricevuto premi e riconoscimenti: molti suoi lavori fanno parte di collezioni private e pubbliche, sia in Italia che all’estero.
L’artista ama ricordare in particolare “Terramatermisericordiae”, installazione all’interno della cripta del Duomo di Colle di Val d’Elsa nel 2001, "Da Natale a Ferragosto", personale del 2007 che rafforza il suo legame con questa città, e l'evento tenutosi a Roma presso la galleria “L’impronta” dal titolo “L’opera Guardante”.
Hanno scritto di lui tra gli altri, Luigi Veronelli e “Der Spiegel”.




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