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17.02.2009
Nonostante segnali di sofferenza, il settore sembra reggere. L’alta qualità fa da traino

Extravergine: bene vendite ed export più garanzie con le nuove etichette Ue

Nel 2008 prodotti 600 milioni di chili. E in Italia circa 70.000 ettari coltivati a biologico

E’ stata pari a poco più di 600 milioni di chili, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente e di alta qualità, la produzione di olio di oliva da pressione in Italia. Nonostante si registrino segnali di sofferenza, il comparto sembra reggere bene la crisi.
Ed è l’extravergine a fare da traino: secondo Assitol (l’Associazione Italiana dell'Industria Olearia) ha fatto registrare una crescita del 6,5% delle vendite.
Le rilevazioni di settembre 2008 mostrano un andamento positivo dell'export: +3,5% rispetto a settembre 2007. E' sempre l'extravergine in primo piano, con 9,6% mentre l'olio d'oliva cala del 4,8%.
A preoccupare le imprese olivicole, tuttavia, sono l'aumento dei costi di produzione e l'abbassamento dei prezzi. Più contenuti i dati che riguardano le produzioni dop/igp e il settore del biologico, una realtà che in Italia si estende su circa 70mila ettari di superficie coltivata a olive, prodotte con metodi naturali (circa 38mila gli ettari in conversione), mentre si contano un migliaio trasformatori circa.
Per quanto riguarda i prezzi al consumo, i listini dei principali prodotti bio (gli oli di oliva nel 2007 erano al quinto posto per valore tra i primi 20) hanno fatto registrare una crescita più sostenuta nel primo semestre 2008 (+4,7% rispetto all’anno precedente).
Prodotto di altissima qualità e di straordinario sapore, l’olio extravergine di oliva è uno degli alimenti che meglio rappresentano l’Italia e l’alimentazione mediterranea nel mondo; ingrediente utilizzato per molteplici scopi in cucina, si propone come un alimento sano, genuino e di grande qualità, sia sotto il profilo del gusto, sia sotto quello della composizione, costituendosi di elementi di grande importanza per l’organismo umano.
Previsioni sulla produzione mondiale di olio di oliva (elaborazione Sg Marketing su dati Coi), dicono che nel 2008-2009 si attesterà su 2.9 milioni circa di tonnellate a livello planetario e su 2.1 milioni in Europa. In Italia le olive da olio prodotte nel 2007 hanno raggiunto un quantitativo pari a circa 3.2 milioni di tonnellate, mentre nello stesso anno, le olive esportate hanno superato quota 206mila tonnellate; l’import, invece, è stato pari quasi a 440mila.
Qualcosa, intanto, si muove anche a Bruxelles. Una recentissima modifica al regolamento da parte del Comitato di gestione olio di oliva della Commissione europea, ha esteso l'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle olive impiegate nell'extravergine in tutti i paesi europei. Nel Vecchio Continente, quindi, non sarà più possibile spacciare come “made in Italy” l’extravergine ottenuto da mix di olio spremuto da olive di altri paesi senza alcuna informazione per i consumatori.
Alcune novità giungono anche dalla ricerca scientifica. Secondo uno studio pubblicato da ricercatori statunitensi e italiani su “Cell Metabolism”, l’olio extravergine di oliva ha qualità dietetiche. La ricerca dimostrerebbe che l’acido oleico viene tramutato, nell’intestino, in un ormone che contribuirebbe a tenere lontani gli spasmi della fame.




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