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06.02.2009
Ieri alla Fortezza Medicea convegno organizzato da Enoteca Italiana con Aiab e Arsia

Vini da uve "bio": test in 900 aziende pilota da Siena via all'iter delle nuove regole europee

Presentati i risultati del progetto "Orwine": il regolamento atteso per la vendemmia 2009 o 2010

Muffe, lieviti, batteri. E, soprattutto, percentuale di anidride solforosa. Ma anche tecniche di cantina. E� su questi �punti� caldi che il confronto sar� pi� accesso a Bruxelles.
Il regolamento dell�Unione Europea sulle modalit� condivise per produrre vino da uve biologiche, la cui entrata in vigore � attesa per la vendemmia 2009 o 2010, � stato illustrato in anteprima ieri alla Fortezza Medicea di Siena, sede di Enoteca Italiana, in occasione del convegno �Il vino biologico italiano all�arrivo del regolamento europeo sulla vinificazione biologica�, organizzato in collaborazione con Aiab e Arsia.
I risultati scientifici del progetto �Orwine�, sui quali la Commissione permanente agricoltura biologica della Commissione europea (Scof), inizier� a discutere da marzo 2009, hanno coinvolto 900 aziende �pilota� di vino �bio� di tutta Europa, circa il 25% della popolazione di riferimento.
Dall�indagine, ha spiegato Cristina Micheloni, coordinatrice scientifica dell�Aiab, � emerso �un generale accordo di limitare anche i processi di vinificazione e non solo gli additivi�, finora ammessi per i vini convenzionali, e �purch� non derivino da Ogm�. In particolare, per l�anidride solforosa (solfiti), si mira ad una riduzione del 20% rispetto ai vini convenzionali ed in prospettiva l�obiettivo � di scendere, in tempi pi� lunghi, fino ad una riduzione del 40 %. Mantenendo nella normativa un �legame costante con Ocm e con le norme Oiv�, ha sottolineato Cristina Micheloni.
L�Italia � leader europeo per estensione di vigneti coltivati a uve biologiche, 34mila ettari; un settore, quello del vino �bio� che ha forti prospettive di crescita e che suscita grande interesse da parte di produttori e consumatori.
�E� un errore, come sta invece accadendo anche a Bruxelles, diminuire le attenzioni nei confronti dei prodotti biologici - ha detto il presidente di Enoteca Italiana, Claudio Galletti, che � anche assessore all�agricoltura della Provincia di Siena -; le politiche pubbliche devono incentivare e sostenere questi percorsi virtuosi; penso ad alcuni prodotti di eccellenza del nostro territorio, come la chianina, la cinta senese, la cerealicoltura e la viticoltura biologica, che riguarda ormai decine e decine di ettari di vigneti, anche di aziende importanti dal Chianti, al Brunello, al Nobile� .
In occasione del convegno sono stati resi noti anche i primi risultati di un sondaggio sui consumi nell�ambito del progetto �Bio 306�� di Enoteca Italiana su vino e olio extravergine biologico. Il 43% del campione, ha spiegato la responsabile Sandra Panunti, acquista direttamente dal produttore, soltanto l�1% per comprare usa Internet, mentre il 49% degli intervistati cerca nel biologico un maggiore �benessere anche per il proprio corpo� e la possibilit� �di essere in sintonia con l�ambiente e con la natura�.



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